Le sacre famiglie dell’Antico Egitto e quelle cristiane

Le famiglie sacre egizie/cristiane antiche

 

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Iside           Osiride

L’allegoria egizia di Iside e Osiride spiega praticamente tutti gli aspetti della vita. Questa storia d’amore risuona di tradimento e lealtà, morte e rinascita, oblio e rimembranza, di malvagità e rettitudine, dovere e compassione, manifestazione delle forze della natura, spirito di sorellanza, di fratellanza e di maternità/paternità/filiazione, di misteri del corpo, dell’anima e dello spirito.

Quella che segue è una versione ridotta dell’allegoria egizia di Iside e Osiride, che evidenzia l’origine egiziana del cristianesimo. Il racconto è ricavato da templi, tombe e papiri dell’Antico Egitto, datati più di 3000 anni prima dell’avvento del cristianesimo, e recita così:

Il dio autogenerato Atum generò i due gemelli Shu e Tefnut che, a loro volta, diedero alla luce Nut (il cielo/lo spirito) e Geb (la terra/la materia).

L’unione di Nut (spirito) e Geb (materia) generò quattro figli: Osiride, Iside, Seth, e Nefti.

Come il Gesù biblico, Osiride simboleggia il divino in forma mortale, che comprende spirito (Nut) e corpo (Geb).

Secondo le tradizioni dell’Antico Egitto, Osiride venne sulla terra a beneficio dell’umanità con il titolo di Rivelatore del Bene e della Verità. Similmente anche il Gesù della Bibbia.

Secondo l’allegoria egiziana, Osiride sposò Iside, e Seth sposò Nefti. Osiride divenne il sovrano della terra (l’Egitto) dopo il matrimonio con Iside.

Osiride portò alle genti la civiltà e la spiritualità, consentendo loro di prosperare. Diede loro una serie di leggi per regolamentarne la condotta, risolse equamente le dispute, e le istruì nella scienza dello sviluppo spirituale.

Dopo aver civilizzato l’Egitto, viaggiò in tutto il mondo per diffondere le stesse idee. Ovunque andava, Osiride portava pace e cultura.

Ci sono forti somiglianze tra i due evangelisti (Osiride e Gesù). Il figlio divino discende dal cielo. Dio scese sulla terra per guidare il mondo. Entrambi avevano viaggiato per diffondere il verbo.

Osiride indusse la gente ad accettare i suoi insegnamenti, non con la forza delle armi, ma tramite lezioni convincenti, inni spirituali e musiche. Diodoro Siculo, nel Libro I [18, 4], scrisse:

Osiride, amando ridere, e dilettandosi di musica e di ballo.

Il Gesù della Bibbia fu altrettanto persuasivo e veniva celebrato come Signore del Ballo in un cantico di Natale risalente al Medioevo.

Quando Osiride tornò dalla sua missione, venne accolto con una festa reale. Fu ingannato da Seth, il maligno, e dai suoi complici, che lo fecero distendere in una bara improvvisata. Il malefico gruppo rapidamente la chiuse, la sigillò e la gettò nel Nilo. Seth divenne il nuovo faraone, mentre la bara contenente il corpo senza vita di Osiride fluiva nel Mar Mediterraneo.

Sia Gesù che Osiride furono traditi dagli ospiti a cena (Gesù da parte di Giuda, Osiride da parte di Seth) proprio al loro banchetto. La presunta età di Gesù era di 23 anni, quella di Osiride di 28 anni: entrambi erano giovani.

Dopo aver ricevuto la notizia della sorte di Osiride e della sua scomparsa, Iside ne fu addolorata e giurò di non fermarsi fino a quando non avesse trovato il Rivelatore della Verità – Osiride.

Iside cercò ovunque, avvicinando tutti quelli che incontrava, compresi i bambini, perché si diceva che i bambini avessero/abbiano il potere della divinazione.

Nel Nuovo Testamento, Gesù riconosce i bambini dotati di poteri divinatori.

La narrazione dice che un giorno, durante la sua ricerca, Iside chiese rifugio nella casa di una povera donna.

Questo punto denota la caratteristica fondamentale degli insegnamenti egiziani, che invitano a non considerarsi superiori agli altri, ma a collocarsi tra i più poveri, modesti e umili dell’umanità. Questo vale per tutti, inclusa Iside, la regina.

Architettando umili radici per Gesù e la sua famiglia, la cristianità non afferrò il punto che deve essere il potente a imparare l’umiltà.

L’umiltà è simboleggiata dall’azione del Cristo Re di montare su un asino – il quale rappresenta l’ego e il falso orgoglio. Questo è un vero e proprio simbolismo dell’Antico Egitto.

Si racconta che la bara di Osiride venne trasportata dalle onde fino al litorale di una terra straniera. Un albero nacque e le crebbe intorno, inglobando nel suo tronco il corpo di Osiride. L’albero diventò grande, bello e profumato. [Si veda la descrizione di un tempio dell’Antico Egitto qui sotto.] La notizia del magnifico albero giunse al re di questa terra straniera, il quale ordinò di tagliarlo e di consegnargliene il tronco. Egli lo utilizzò come colonna della sua casa senza sapere il grande segreto che custodiva.

Questo è un riferimento all’Albero della vita, e a tutte le sue implicazioni. È anche un riferimento allo zed (o djed), il pilastro di Osiride.

Nel cristianesimo è diventato l’albero di Natale.

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Iside ebbe in sogno la rivelazione che il corpo di Osiride si trovava in questa terra straniera. Quindi partì immediatamente per raggiungerla. Quando arrivò si vestì come un normale cittadino, fece amicizia con le ancelle della regina, e riuscì a ottenere un lavoro a palazzo come balia del principino.

Iside, la regina d’Egitto, applicava gli insegnamenti egiziani che sottolineavano la pratica dell’umiltà servendo gli altri senza eccezioni – per raggiungere l’unione con il suo amore – il Divino.

In seguito, Iside confessò alla regina la sua identità e lo scopo della sua missione. Chiese quindi al re che le venisse consegnata la colonna. Il re soddisfò la sua richiesta, ed ella tagliò il tronco in profondità e tirò fuori la cassa.

lside ritornò in Egitto con la cassa contenente il corpo senza vita di Osiride e lo nascose nelle paludi del delta del Nilo. Usò i suoi poteri magici [secondo i Testi delle piramidi numero 632, 1636, e gli affreschi ad Abido e File] per trasformarsi in colomba. Attingendo all’essenza di Osiride, concepì un figlio, Horus. In altre parole, Iside venne fecondata dallo Spirito Santo di Osiride. [Si veda la seguente raffigurazione del tempio dell’Antico Egitto.]

Questo gesto simboleggia la reincarnazione e la rinascita spirituale – la chiave per capire la fede degli Egizi nella vita dopo la morte.

Il concepimento di Horus da parte di Iside senza l’ausilio di un uomo vivente è la più antica versione documentata di una Immacolata Concezione. Il concepimento soprannaturale e la nascita virginale di Horus si sono fatti strada entro il cristianesimo.

Il ruolo di Iside nel modello storico egiziano e la storia della Vergine Maria sono sorprendentemente simili, perché entrambe furono in grado di concepire senza inseminazione da parte del maschio, e in tal senso Iside era venerata come la Vergine Madre.

– Maggiori informazioni sul concetto dell’Antico Egitto di sacro (virginale) concepimento/nascita si trovano nelle pagine precedenti.

– Maggiori informazioni sulla nozione di verginità nella cultura dell’Antico Egitto si trovano nelle pagine precedenti.

Quando Seth apprese del bimbo, Horus, decise di andare a ucciderlo. Avendo saputo dell’arrivo di Seth, Iside fu avvisata di portarlo in un luogo appartato nelle paludi del delta del Nilo [come da seguente raffigurazione di un tempio dell’Antico Egitto].

Questa è l’origine della storia secondo cui Erode, dopo aver saputo della nascita di Gesù, decise di uccidere tutti i neonati maschi. Nel Nuovo Testamento l’angelo del Signore dice a Giuseppe: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto”.

Come Iside, anche la Vergine Maria è celebrata come “Regina delle Paludi”.

Nell’Antico Egitto, il 25 dicembre si teneva una festa per celebrare la nascita di Horus, e questa assomiglia alla festa cristiana del Natale. La celebrazione si chiamava Il giorno del bambino nella sua culla, e si teneva nella corte e nella cappella del tempio di Dendera.

Il racconto prosegue in una notte di luna piena (mentre Iside dava alla luce Horus di nascosto), quando il malvagio Seth e i suoi complici trovarono la cassa con il corpo senza vita di Osiride, e lo smembrarono in quattordici pezzi (il numero quattordici simboleggia i giorni necessari affinché la luna diventi piena). Osiride rappresenta il principio lunare nell’universo, ed è noto come Osiride la Luna.

Quando Iside venne a sapere che Seth e i suoi complici avevano fatto a pezzi Osiride, e li avevano sparsi per tutto il Paese, il suo compito divenne cercarli qua e là per rimetterli insieme.

  1. La parole latina religio significa unire o legare insieme, ed è la radice della parola “religione”.
  2. Rimembrando e riunificando la storia di Iside e Osiride, teniamo viva una leggenda che esprime, nelle parole di Joseph Campbell, “l’immanenza della divinità nelle forme fenomeniche dell’universo.”

Non appena Horus divenne adulto, sfidò Seth per il diritto al trono in quello che fu definito il Grande Scontro/Lotta nel Deserto.

Iside, con l’aiuto di altri, riunì tutte le parti… tranne il pene (indicante la riproduzione fisica), che era stato inghiottito da un pesce del Nilo. Allora ricompose il corpo smembrato di Osiride e, sempre con l’aiuto di altri, lo avvolse in bende di lino e procedette all’imbalsamazione.

Thot, Iside e Horus celebrarono sulla mummia il Rituale dell’apertura della bocca, e Osiride fu riportato in vita come giudice e re dei morti (il passato), mentre Horus prese il suo posto come re dei vivi (il presente). Seth rimase il Signore del deserto.

Questo rappresenta il ciclo perpetuo del potere spirituale sulla terra: il re è morto (Osiride), lunga vita al re (Horus).

Come Pastore perfetto, Osiride è solitamente raffigurato da un corpo mummificato con la barba, mentre tiene un bastone da pastore (essendo egli il pastore dell’umanità) e il correggiato (che simboleggia la capacità di separare il grano dalla pula).

Il motivo pastorale si incontra nel Salmo 23: “il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”.

Il racconto della Resurrezione di Gesù ricorda in vari modi quello di Osiride. Si dice che, come Osiride, egli sia resuscitato dai morti. Gli antichi Egizi, così come i primi cristiani, credevano che (Ebrei 4:14) “l’uomo non può essere salvato” da un Onnipotente lontano, ma solo da chi ha condiviso l’esperienza umana della sofferenza e della morte.

– Sia Osiride che Gesù soffrirono e morirono.

– Sia Osiride che Gesù resuscitarono poco dopo la loro morte. Riprendendo una forma terrena, essi dimostrarono fattivamente la condotta appropriata e le sue gratificazioni nell’aldilà, quindi ritornarono in Paradiso, avendo “salvato il mondo”.

– Entrambi diventarono i salvatori a cui si volgevano uomini e donne per assicurarsi l’immortalità.

Le opere medievali sulla Passione, relative alla morte e alla resurrezione di Gesù, sono molto simili alla morte e alla resurrezione del sovrano egizio ovvero Osiride.

Infine, l’episodio biblico della resurrezione dai morti di El-Azar o Lazzaro ha mantenuto il nome/concetto dell’Antico Egitto di Osiride, il cui nome, nella lingua dell’epoca, era ‘Asar’. Il miracolo descritto nel Vangelo di Giovanni non è mai stato un evento storico, quanto un simbolo, ricorrente, profondamente archetipico e ampiamente utilizzato, del potere di Dio di resuscitare i morti.

 

[Un estratto dalle Le radici del cristianesimo nell’Antico Egitto di Moustafa Gadalla]

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