Geometria sacra

Geometria sacra

 

1. LA GEOMETRIA SACRA DELL’ARCHITETTURA DIVINA

Per gli antichi Egizi, la geometria era molto più di uno studio di punti, linee, superfici e solidi, e delle loro proprietà e misure. Nell’Antico Egitto, l’armonia insita nella geometria era considerata come l’espressione più convincente di un piano divino che sostenta il mondo – un piano metafisico che determina quello fisico.

Per gli antichi Egizi, la geometria era il mezzo che permetteva all’umanità di comprendere i misteri dell’ordine divino. La geometria esiste ovunque in natura: il suo ordine sottende la struttura di tutte le cose, dalle molecole alle galassie. La natura della forma geometrica consente il suo funzionamento. La progettazione che utilizza i principi della geometria sacra deve raggiungere lo stesso obiettivo, cioè la forma per servire/rappresentare una funzione.

Nel 500 p.e.v. Erodoto, il padre della storia e nativo greco, disse:

Passo invece a parlare diffusamente dell’Egitto perché, rispetto a ogni altro paese, è quello che racchiude in sé più meraviglie. 

Tutti ammirano le opere dell’Antico Egitto, grandi o piccole, perché sono proporzionalmente armoniose e quindi fanno leva sui nostri sentimenti interiori ed esteriori. Questo concetto di disegno armonico è normalmente noto come geometria sacra – dove tutte le figure possono essere disegnate o create usando una linea retta (nemmeno necessariamente un righello) e un compasso, cioè senza misure (in dipendenza della sola proporzione).

 

2. LA SACRA CORDA EGIZIANA [STRUMENTO]

Poiché la geometria sacra si basa sulla proporzione armonica, la distanza unitaria (lunghezza) può teoricamente essere qualsiasi unità. L’unico strumento necessario è una corda composta da 12 sezioni equidistanti. La distanza unitaria può essere piccola o grande, in modo da adattarsi al progetto richiesto per opere su tele, statue, o nella disposizione degli edifici.

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Nell’Antico Egitto, i templi e altri edifici venivano disposti con una cerimonia religiosa. Questa disposizione era eseguita da persone molto esperte che i Greci chiamavano harpedonaptae.

Gli harpedonaptae sono coloro che aderiscono rigorosamente ai principi della geometria sacra (usando solo una linea retta e un compasso). La loro corda era (ed è tuttora, in alcune parti dell’attuale Egitto) una fune molto particolare composta da 13 nodi con 12 sezioni di eguale lunghezza pari a un cubito egiziano (0,5236 m).

Qualsiasi corda con 13 nodi equidistanti è lo strumento di base utilizzato per costruire diverse forme geometriche.

 

3. STRUTTURA GENERALE DELLE FORME GEOMETRICHE

I triangoli sono gli elementi base di qualsiasi progetto.

La formazione più semplice è il triangolo equilatero, che si può realizzare con la corda egiziana annodata a 12 intervalli identici e avvolta attorno a tre pioli, in modo da formare tre lati, ciascuno dei quali misura quattro unità.

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La linea che unisce un vertice al punto medio del lato opposto è la sua perpendicolare.

Tuttavia, l’origine del piano di costruzione storico era la formazione del triangolo 3: 4: 5 con la corda egiziana, avvolta attorno a tre pioli in modo da formare tre lati che misuravano 3, 4 e 5 unità, creando un angolo di 90° tra i lati 3 e 4.

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Era un compito relativamente semplice collocare rettangoli e altre figure geometriche più complesse dopo aver definito il triangolo ad angolo retto 3: 4: 5.

Un quadrato EBCF, ad esempio, può essere formato nel seguente modo:

square-ebcf

(A) Costruendo due triangoli 3: 4: 5 con un diagonale AC comune.

(B) Collegando FE dove FC = EB = 3 unità.

La corda egiziana può essere usata come un compasso per disegnare curve circolari, come dimostrato nella seguente illustrazione.

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Con la corda egiziana si possono costruire anche altre forme, ad esempio il triangolo di Neb (aureo) 8: 5 o il rettangolo, come mostrato qui di seguito.

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[Per saperne di più sulla formazione di una vasta gamma di figure geometriche si veda Sacred Geometry and Numerology, dello stesso autore.]

Il simbolo geroglifico del neter (dio) Ra, la forza creativa cosmica, è il cerchio. Se con la corda formiamo un cerchio, l’archetipo della creazione, scopriamo che il raggio di questo cerchio sacro equivale a 1,91 cubiti. Convertendo questa misura di 1,91 cubiti del raggio nel sistema metrico, otteniamo 1 metro esatto (1,91 x 0,5236). 1 metro = 1/100.000a parte del quarto del meridiano terrestre. In altre parole, questa particolare corda egiziana composta da 13 nodi, così come l’unità di misura egiziana nota come cubito, si basano sulla misurazione della circonferenza della terra.

In questo il libro scoprirete che questa corda è l’unico strumento necessario per costruire tutte le forme geometriche sacre, dalla linea retta alla curva e ad altre forme.

 

[Un brano dell L’architettura metafisica dell’Antico Egitto di Moustafa Gadalla]

Visualizza contenuto libro a https://egypt-tehuti.org/product/larchitettura-metafisica-dellantico-egitto/

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