Il Imperfetto “Teoria Delle Costruzioni Comuni” Delle Piramidi

Il Imperfetto “Teoria Delle Costruzioni Comuni” Delle Piramidi

 

1. La “Teoria” Comune

Molti egittologi accademici sostengono che non esistono documenti scritti dell’Antico Egitto, di nessun periodo storico, che descrivano come furono costruite le piramidi. Il loro errore è quello di avere predeterminato il metodo costruttivo, e di cercare solo i documenti che confermino le loro teorie preconcette. Quindi, hanno inventato una teoria. La loro teoria “inventata” sostiene che:

a. I blocchi della piramide sono di due tipi:

i. Quelli del nucleo, costruiti in gran parte con blocchi di pietra calcare estratti localmente, cementati da un sottilissimo strato di malta.

ii. Un rivestimento di pietra esterno fatto di finissimo calcare, estratto da Tura, sulla sponda orientale del Nilo, e trasportato in loco attraverso il fiume.

b. Per tagliare e modellare i blocchi di pietra, gli Egizi usavano:

i. Scalpelli di rame e probabilmente strumenti di ferro

ii. Mazzuole di selce, quarzo e diorite

iii. Grossi piedi di porco in legno

c. Per trasportare i blocchi di pietra usavano slitte e rulli di legno. Poi le pietre “estratte” venivano trascinate su rampe temporanee, che diventavano più alte e più lunghe man mano che dovevano raggiungere i livelli successivi della piramide.

a. La “Provenienza” Non Identificata Dei Blocchi Estratti Dalla Cava

Prendiamo in considerazione i seguenti fatti incontestabili riguardanti la Piramide di Khufu (Cheope) a Giza. [Fatti simili a quelli qui menzionati sono applicabili anche a tutte le piramidi in muratura.]

  1. La Grande Piramide comprende circa 2,6 milioni di blocchi di costruzione, ciascuno pesante da due a sette tonnellate.

2. Quasi nessuno dei blocchi delle piramidi corrisponde dal punto di vista chimico o mineralogico al letto roccioso di Giza.

3. Il sostrato roccioso di Giza è fatto di strati, mentre i blocchi della piramide non li contengono.

4. Gli strati e i difetti rendono impossibile tagliare la pietra per dimensionarla in modo perfettamente uniforme.

5. I geologi e i geochimici non riescono a mettersi d’accordo sull’origine dei blocchi della piramide. Basta questo a frantumare la teoria comune secondo cui la muratura centrale della piramide venne estratta dal sostrato roccioso locale.

6. La pietra naturale contiene fossili di conchiglie che presentano un orientamento orizzontale o disteso nel sostrato roccioso, dettato dalla formazione degli strati sedimentari del sostrato roccioso stesso nel corso di milioni di anni. Nei blocchi delle piramidi egizie in muratura, le conchiglie sono situate in modo casuale, a dimostrazione del fatto che si tratta di pietra artificiale. In qualsiasi calcestruzzo, l’impasto è un riaggregato, e di conseguenza il calcestruzzo gettato è privo di strati sedimentari. Queste piramidi erano costituite essenzialmente di calcare con fossili di conchiglie, un materiale eterogeneo molto difficile da tagliare con precisione.

7. Gli scienziati francesi scoprirono che la densità apparente dei blocchi della piramide è più leggera del 20% rispetto al calcare locale. I blocchi artificiali sono sempre più leggeri del 20-25% rispetto alla roccia naturale, perché sono pieni di bolle d’aria.

b. Impossibilità Di Tagliare E Sagomare

1. Gli strumenti di pietra o di rame (un metallo morbido), utilizzati dagli Egizi a quel tempo, non potevano tagliare il granito o milioni di blocchi di pietra calcare con precisione chirurgica, e mai entro i tempi stabiliti per la costruzione di queste piramidi.

2. La pietra calcare si spacca con facilità durante il taglio. Le imperfezioni e gli strati nel letto roccioso garantiscono che, per ogni blocco tagliato in base alle dimensioni standard, almeno uno si spaccherà o sarà dimensionato in maniera inappropriata durante l’escavazione.

>> Considerati i molti milioni di blocchi di tutte queste piramidi, ci dovrebbero essere milioni di blocchi spaccati nelle vicinanze, o da qualche parte in Egitto, invece non se ne trovano da nessuna parte.

In definitiva, se non esistono scarti di blocchi spaccati vuol dire che non c’è stata escavazione. Gli storici antichi, che documentarono i loro viaggi in Egitto, non menzionarono alcun cumulo di scarti.

3. Qualcuno sostiene che, per estrarre la pietra dalle cave, gli Egizi potessero aver riscaldato la superficie a una temperatura molto alta con del fuoco, spruzzandola poi d’acqua per spaccarla. Questa spiegazione non è valida, perché:

In primo luogo, il suddetto metodo causa superfici irregolari e non blocchi dalla forma regolare. Questo metodo può essere utilizzato solo per ridimensionare grandi pezzi di arenaria, granito o basalto in aggregati piccoli, irregolari e frammentati.

In secondo luogo, il riscaldamento con il fuoco a 704° C (1300° F) trasforma il calcare in calce. In altre parole, non sono più solidi pezzi di roccia. Pertanto, è impossibile produrre blocchi di piramide riscaldando la pietra calcare.

4. Ci sono all’incirca dieci lunghezze standard di blocchi in tutta la piramide. Similmente, nelle altre piramidi è presente un numero limitato di dimensioni standard. È impossibile tagliare simili dimensioni in modo perfettamente uniforme. La conclusione più logica è sicuramente che vi fossero stampi standard per il  calcestruzzo.

5. Un altro fatto che conferma tale ipotesi è la lunghezza di alcuni blocchi: nelle piramidi, quelli più lunghi hanno sempre la stessa lunghezza. Si tratta di una prova estremamente solida a favore dell’uso di stampi.

c. La Logistica Della Teoria Sulla Realizzazione Di Rampe

Δ Questa teoria è totalmente inventata, ma è stata ripetuta così tante volte da diventare realtà per la maggior parte delle persone.

Δ Erodoto non menzionò mai tali rampe. Nel suo resoconto storico descrisse la tipica strada rialzata di pietra tra la base della piramide e il tempio a valle. Questa strada era una caratteristica costante che, come descrisse Erodoto, era lunga 1006 metri, larga 18 e alta 15, e non era utilizzata per trasportare i blocchi.

Δ Molti accademici vogliono credere che l’unico modo di costruire la piramide sia quello di incrementare sia l’altezza che la lunghezza di una rampa temporanea, man mano che veniva sollevata per raggiungere i livelli successivi della piramide.

Δ Chi si è focalizzato esclusivamente sulla teoria delle rampe, fa riferimento a quella che sembra essere una rampa di fango, trovata presso il complesso di Sekhemket a Saqqara. Ammesso che fosse una rampa, era alta solo 7 metri. Le piramidi erette sono molto più alte.

Δ L’ingegnere civile danese P. Garde-Hanson calcolò che per costruire una rampa fino alla sommità della Piramide di Khufu sarebbero serviti 13,4 milioni di metri cubi di materiale (7 volte la quantità necessaria per costruire la piramide stessa). Per costruire una tale rampa durante il regno di Khufu, che durò 23 anni, sarebbe stata necessaria una forza lavoro di 240.000 persone.

Δ Smontare la rampa della Piramide di Khufu, una volta finiti i lavori, avrebbe richiesto una forza lavoro di 300.000 persone e altri otto anni di tempo. Da nessuna parte nelle vicinanze si trova una così enorme quantità di scarti, e il fatto non è mai stato menzionato dai primi storici.

Δ Dopo essere giunto a determinare delle cifre così incredibili, Garde-Hanson teorizzò che vi fossero in combinazione una rampa e un dispositivo di sollevamento. Secondo lui, la rampa arrivava fino alla metà della piramide. A un tale livello, il 90% circa del materiale necessario per costruire la piramide sarebbe già stato utilizzato. Il secondo elemento costitutivo della sua teoria modificata, cioè il misterioso dispositivo di sollevamento, era e rimane una questione irrisolta.

Proviamo a concordare per ipotesi con le teorie di Garde-Hanson, e cerchiamo di visualizzare le sconcertanti cifre: 4.000 cavatori, provenienti da tutto il mondo, che producono 330 blocchi al giorno per tutto l’anno. Durante la stagione dell’inondazione, 4.000 blocchi al giorno vengono trasportati fino al Nilo, portati sull’altra sponda, trascinati sulla rampa fino all’Altopiano di Giza e posizionati nella costruzione principale – alla velocità di 6,67 blocchi al minuto! Immaginate 6,67 blocchi ogni 60 secondi!

È impossibile raggiungere prestazioni del genere. Questo è un altro motivo per non dare credito alle teorie dell’estrazione e delle rampe.

Δ Costruire e rimuovere tali rampe sarebbe stata un’impresa molto più complicata della costruzione di una qualsiasi piramide. Perciò, quando gli accademici ipotizzano i “mezzi primitivi” usati dagli Antichi Egizi, finiscono per complicare le loro infondate teorie.

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2. Le Tre Piramidi Dimenticate Di Snefru

Durante i suoi 24 anni di regno, Snefru riuscì a costruire le due principali piramidi di Dahshur e una terza piramide a Meidum. Questo significa che, nel corso dei suoi 24 anni di regno, fu responsabile della produzione di circa nove milioni di tonnellate di pietra – molte volte la quantità della Grande Piramide di Giza. È sconvolgente perfino in tempi moderni cercare di calcolare la logistica di un tale lavoro.

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3.  Domande Conclusive Che Negano La “Teoria Comune” Del Mondo Occidentale

Non avendo una mente aperta, questi accademici ebbero difficoltà a trovare le risposte a molte domande.

Basandoci sugli elementi della “teoria comune” del taglio, trasporto e sollevamento delle pietre, come possiamo rispondere razionalmente alle seguenti domande:

1. Da dove è stata prelevata l’enorme quantità richiesta per la costruzione di questa e altre piramidi? Non c’è uno straccio di prova fisica di una qualsiasi fonte.

2. Come riuscirono a fare in modo che lati obliqui delle piramidi fossero del tutto lisci?

3. Come riuscirono a far coincidere i quattro lati obliqui in un punto preciso al vertice?

4. Come fecero in modo che i livelli fossero così piatti?

5. Come poterono tagliare le pietre in modo da farle aderire così precisamente?

6. Quali attrezzi usarono?

7. Come poteva manovrare, il contingente richiesto di operai (stimato sulle 240-300.000 persone), entro i limiti del cantiere?

8. Come riuscirono a tagliare i blocchi in modo uniforme?

9. Come poterono posizionare alcuni dei più pesanti blocchi sulla piramide, a tali altezze?

10. Come furono realizzati 115.000 blocchi di rivestimento che combaciavano al millimetro, come nel caso della Piramide di Cheope?

11. Come fu effettuato tutto il lavoro in circa 20 anni?

Tutte queste domande invalidano la “teoria comune”. Il buon senso, insieme alle prove fisiche, porta a concludere che i blocchi furono fatti dall’uomo, come si spiegherà più avanti.

 

[Un estratto ladle Alla riscoperta delle piramidi egizie di Moustafa Gadalla]

 

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